TIMONE - VARI TIPI DI TIMONE - EFFETTI DEL TIMONE
Generalità
Il timone è l'organo di governo di uno scafo, cioè è quell'organo che gli consente di evoluire.
Il timone è costituito essenzialmente da una pala, saldamente collegata ad un asse al quale sono fissati gli agugliotti (A, in figura), che, assieme alle femminelle (F), sistemate nel dritto del timone, costituiscono i cardini, che permettono la sua rotazione attorno ad un asse parallelo al dritto del timone.
Il timone viene azionato direttamente mediante una apposita asta sistemata alla estremità superiore dell'asse (testa) e chiamata barra; questa viene generalmente azionata a mano.
E' importante notare che la barra, essendo posta a pruavia dell'asse di rotazione del timone, muove la pala del timone dalla parte opposta, pertanto, portando la barra a sinistra, la pala del timone si inclina a dritta e lo scafo accosta da questa parte (figura sottostante).
Viceversa, portando la barra a dritta, lo scafo accosterà a sinistra.
A bordo delle imbarcazioni più grandi il timone viene mosso mediante appositi dispositivi che lo collegano alla ruota del timone.
Questo dispositivo, che può essere meccanico o idraulico, viene chiamato agghiaccio.
Il sistema meccanico può essere flessibile o rigido; nel primo caso il collegamento tra la ruota del timone e la barra è garantito da appositi cavi metallici o catene chiamati frenelli, adeguatamente guidati mediante rinvii.
Nel tipo rigido, invece, il collegamento tra ruota del timone e barra è ottenuto da appositi meccanismi a vite.
Nell'agghiaccio idraulico il collegamento tra ruota del timone e barra è garantito da una coppia di cilindri e da adeguate tubazioni metalliche.
Nel circuito di questo sistema è contenuto dell'olio, che, compresso dallo stantuffo del cilindro, comprime l'olio che a sua volta imprime ad altri stantuffi il movimento necessario a spostare la barra.
   
A sinistra:
Agghiaccio flessibile.
Rc = Ruota a caviglie
T = Tamburo
P = Pulegge
B = Barra
F = Frenello

A destra: Agghiaccio rigido.
Rc = Ruota a caviglie
Bt = Barra a traversa
Vari tipi di timone
Esistono vari tipi di timone oltre a quello classico incardinato con agugliotti e femminelle al dritto del timone e noto con il nome di timone ordinario. Quando a pruavia dell'asse del timone si estende un'appendice, che costituisce una seconda pala, generalmente più stretta di quella situata a poppavia dello stesso asse, si parla di timone compensato.

Timone ordinario


Timone compensato

Particolare della femminella
cieca nel timone compensato
  
  Timone semicompensato.
  Sk = Dragante o Skeg
In questo caso il timone non si articola con i classici agugliotti e femminelle; l'asse del timone, dopo esser passato attraverso la losca (il foro praticato nella volta di poppa), poggia sul calcagnolo (la parte estrema poppiera della chiglia), nel quale è praticato un foro a bicchiere detto femminella cieca. Talvolta il timone compensato, anziché poggiare sul calcagnolo, è collegato mediante una pinna di sostegno detto dragante o, come preferiscono gli anglofoni, skeg.
Un altro tipo di timone, usato soprattutto a bordo delle barche a motore, è il timone compensato del tipo sospeso.

Principio di funzionamento del timone
Se la massa liquida che scorre lungo la carena da prua a poppa, per effetto del moto avanti dello scafo o per effetto dell'elica che aspira l'acqua da pruavia per cacciarla a poppavia, incontra il timone esercitando la stessa pressione sulle due facce (esempio di timone al centro), non produce nessun effetto.
Viceversa, se il timone viene inclinato lateralmente di un certo angolo, la massa fluida colpirà una delle facce del timone, esercitando sulla faccia rivolta a pruavia una pressione maggiore di quella esercitata sulla faccia opposta.
Timone al centro.
Nessun effetto
Timone da un lato.
Effetto evolutivo corretto, piccolo effetto frenante
Angolo di timone eccessivo
Grande effetto frenante, piccolo effetto evolutivo
La pressione esercitata sulla pala fa sì che lo scafo accosti dal lato verso cui si esercita la resistenza e che, a causa di questa, subisca un rallentamento del suo moto; occorre tener conto di questo effetto secondario del timone, evitando di inclinare il timone di angoli superiori ai 45° perché l'effetto frenante risulta elevato, mentre l'effetto evolutivo si riduce notevolmente.
Nella marcia indietro gli effetti evolutivi del timone sono esattamente opposti e diminuiti, perché i filetti fluidi della massa liquida, al contrario di quanto avviene nella marcia avanti, non scorrono guidati dalla carena in maniera ordinata.
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teoria della nave




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