Come già visto, il vento è lo spostamento orizzontale (moto avvettivo) o verticale (moto convettivo, se diretto dal basso verso l'alto o moto di subsidenza, se diretto verso il basso) di grosse masse d'aria che si spostano dalle zone di alta pressione verso quelle di bassa pressione. Il vento ha la funzione di ripristinare l'equilibrio barico, contrastando l'insolazione, che con la sua continua variabilità tende a rompere.
Il prossimità del suolo l'azione del vento è molto disturbata dall'atrito e dalle asperià del terreno. Alle quote più elevate cessa il movimento turbolento ed il suo scorrimento diviene laminare e la sua velocità aumenta di intensità per mancanza dell'atrito.
Gli elementi che caratterizzano un vento sono:
- direzione dalla quale esso proviene, espressa in gradi a partire dalla direzione cardinale Nord o secondo le direzioni cardinali ed intercardinali;
- intensità o forza, misurata in m/sec o in km/h o in Nodi.
Lo strumento che indica la direzione dalla quale proviene un vento è detto anemoscopio, mentre lo strumento che ne misura l'intensità è detto anemometro.
Il vento, a seconda della sua regolarità in direzione e intensità, può essere:
- teso, quando direzione ed intensità risultano pressochè costanti;
- a raffiche, quando vi sono variazioni della intensità, rispetto a quella media, superiori ai 10 nodi;
- turbinoso, quando sia la direzione che l'intensità subiscono continue variazioni;
- di groppo, quando il vento è caratterizzato da notevole velocità che cambia repentinamente e marcatamente intensità e direzione. E' tipico del passaggio di un temporale.
I venti possono essere classificati in:
- costanti: sono chiamati Alisei e sono caratteristici perché spirano sempre dalla stessa direzione, non subiscono variazioni durante l'anno e sono praticamente permanenti. Essi spirano tra i paralleli 30° Nord e 30° Sud. Quelli a Nord dell'Equatore hanno direzione NE, quelli a Sud dell'Equatore hanno direzione SE. Questi ultimi sono più stabili e di intensità superiore rispetto a quelli dell'emisfero boreale;
- periodici; sono i venti che spirano in una certa direzione in un certo momento, sono i monsoni e le brezze.
- I monsoni sono venti stagionali caratteristici delle zone subtropicali del continente Asiatico, dell'Oceano indiano e dell'India. Questi venti soffiano in estate con direzione Sud-Est, mentre in inverno essi soffiano da Nord-Est. Questi venti sono generati dalla notevole differenza di temperatura che si crea in estate ed in inverno tra le vaste distese continentali e la grande massa dell'Oceano.
- Le brezze possono essere considerate anch'esse venti periodici, con la differenza che la loro periodicità anzichè essere stagionale è giornaliera. Si verificano lungo le coste e sono provocati dal fatto che il mare e la terraferma si scaldano in modo differente. Infatti il mare si scalda assai più lentamente della terraferma e, altrettanto lentamente, cede il proprio calore.
Per effetto di ciò durante il giorno si forma, sulla terra prossima al mare, una zona di bassa pressione, l'aria si dilata e si solleva richiamando dal mare aria più fresca; è la brezza di mare.
La notte avviene esattamente il contrario, il mare è relativamente più caldo della terra e pertanto la zona di bassa pressione si forma sul mare, richiamando dalla terra aria più fredda, più densa e più pesante; è la brezza di terra.
® 2000 G. Marco Sassu
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